Comorbilità tra DSA e disturbi del linguaggio: una recente conferma da un ampio campione clinico italiano
Aggiornamento: 11 ore fa
Gianluca Delle Monache, psicologo e psicoterapeuta
Responsabile Scientifico e Docente della Società Vadiss Form - Formazione e Ricerca
[Gli argomenti trattati nell'articolo sono approfonditi nei Corsi FAD 50 crediti ECM in catalogo dedicati ai Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) - Formazione sul Metodo VaDiSS e al Disturbo Primario del Linguaggio e Disprassia Verbale Evolutiva]
In un articolo pubblicato nel marzo di quest'anno sulla rivista Brain Sciences da Chiara Valeria Marinelli e colleghi (2026) vengono descritti i risultati di uno studio che ha coinvolto un campione clinico di 235 alunni e studenti italiani con diagnosi di Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA). Nello specifico, lo studio aveva l'obiettivo di descrivere le associazioni tra dislessia (Reading Disorder), disortografia (Spelling Disorder) e discalculia (Math Disorder) e il Disturbo Primario del Linguaggio (Language Disorder) e il Disturbo Fonetico-Fonologico (Speech Sound Disorder).
Uno degli aspetti più interessanti dello studio è stato "l'esame integrato dei disturbi di lettura, ortografia e matematica e dei disturbi di comunicazione, unitamente allo loro frequente co-occorrenza [...] dei partecipanti, basato su diagnosi cliniche formali" (Marinelli et al., 2026, pag. 4). In altri termini, il gruppo clinico oltre ad essere stato reclutato sulla base di una diagnosi di DSA già presente piuttosto che su resoconti anamnestici retrospettivi, è stato valutato nuovamente durante lo studio secondo i criteri diagnostici delineati nella Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD-10) e le raccomandazioni della più recente Linea Guida clinica italiana sui DSA.
Indipendentemente dall'epoca della prima diagnosi formale ricevuta, (ed eventuali trattamenti riabilitativi effettuati) tutti i soggetti del campione rivalutati durante lo studio hanno confermato la diagnosi di DSA. Nello specifico (ibidem, pag. 7):
I casi con comorbilità (compresenza di 2 o 3 disturbi di apprendimento) rappresentano la stragrande maggioranza del campione clinico con un tasso del 75,4% (n° 177 soggetti). Questo risultato è coerente con le prove disponibili attualmente in letteratura, che indicano che la comorbilità tra i disturbi dell'apprendimento è un fenomeno prevalente.
Quasi la metà del gruppo con comorbilità presenta tutti e 3 i disturbi di apprendimento (dislessia, disortografia e discalculia), cioè un tasso pari al 47,7% (n° 112 soggetti).
Il restante 27,7% (n° 65 soggetti) è caratterizzato da comorbilità “parziali” (2 disturbi su 3), con l’associazione tra dislessia e disortografia che risulta la più frequente con un tasso del 16,6% (n° 39 soggetti), seguita da quella tra disortografia e discalculia con il 9,4% dei casi (n° 22 soggetti). Il tasso di co-occorrenza tra dislessia e discalculia rappresenta un trascurabile 1,7% (n° 4 soggetti).
Infine, i casi “puri” di DSA sono molto meno frequenti, rappresentando il 24,6% del campione clinico totale (n° 58 sogggetti). Tra i casi “puri”, la disortografia isolata è la più frequente con il 13,6% (n° 32 di soggetti), seguita dalla discalculia isolata con l'8,9% (n° 21 soggetti) e dalla dislessia isolata con il 2.1% (n° 5 soggetti).
Tra i fattori che sono stati chiamati in causa per spiegare l'elevata percentuale di comorbilità tra i DSA è particolarmente interessante per il trattamento con il Metodo VaDiSS quello che riguarda la capacità di acquisire e consolidare istanze (ad esempio, tracce mnestiche nella memoria dichiarativa) che, essendo implicata in matematica attraverso il recupero di fatti aritmetici e nella lettura e nell'ortografia attraverso il recupero di rappresentazioni lessicali, può anche essere implicata nel recupero lessicale/semantico nel linguaggio orale (per un approfondimento dell'argomento, vedi l'articololo del Blog: Un nuovo modello di comorbilità dei DSA: una conferma indiretta dell'efficacia del Metodo VaDiSS).
Riguardo ai dati sui disturbi della comunicazione oggetto della valutazione (Disturbo Primario del Linguaggio, DPL e Disturbo Fonetico-Fonologico, DFF) l'analisi dei risultati dello studio "indica che una parte considerevole dei bambini con DSA presenta un disturbo della comunicazione in comorbilità" (ibidem), pari al 40,4% (n° 95 soggetti). Anche in questo caso, come per i DSA, la valutazione diagnostica di DPL e DFF è stata effettuata durante lo studio attraverso l'utilizzo delle batterie standardizzate PFLI (Bortolini, 2004) e BVL_4-12 (Marini et al., 2015). Nello specifico (ibidem, pag. 8):
il 18,3% (n° 43 soggetti) presentava sia un DPL che un un DFF in comorbilità;
il 13,2% (n° 31 soggetti) presentava un DPL isolato;
l'8,9% (n° 21 soggetti) presentava un DFF isolato.
Gli autori dello studio sottolineano che "nel complesso, i nostri risultati sul tasso di associazione tra disturbi della comunicazione e dell'apprendimento sono ampiamente coerenti con la letteratura precedente. Tuttavia, i risultati divergono dalle precedenti evidenze sperimentali in un aspetto potenzialmente rilevante. Un esame dettagliato del dominio di apprendimento interessato (ovvero lettura, ortografia o matematica) ha rivelato che, in questo campione clinico, i disturbi della comunicazione si presentavano più frequentemente in concomitanza con la disortografia"(ibidem, pag. 12).
Sempre gli autori nelle conclusioni affermano che "sebbene questi risultati non consentano di trarre conclusioni sui meccanismi causali e sui percorsi eziologici sottostanti, suggeriscono che l'ortografia possa rappresentare un importante punto di sovrapposizione tra i processi di comunicazione e di apprendimento, in particolare nelle ortografie trasparenti, e che i disturbi della comunicazione possano esercitare un impatto più diretto sull'ortografia che sulla lettura o sulle prestazioni matematiche"(ibidem, pag. 14).
Per un approfondimento del trattamento della disortografia vedi gli articoli del Blog:
Per maggiori informazioni o approfondimenti, è possibile contattare l'autore:
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Bibliografia
Marinelli, C.V.; Pizzicannella, E.; De Salvatore, M.; Sarti, D.; Tommasi, V.; Zoccolotti, P.; Andreoli, L.; Granocchio, E. (2026). Associations Between Language, Speech Sound, and Learning Disorders. Brain Sciences.




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